Vercelli: la leggenda della Torre dell’Angelo

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Vercelli: la leggenda della Torre dell’Angelo. Prosegue il nostro viaggio fra 10 cose che (forse) non sai su Vercelli. Nella prima puntata – che puoi leggere cliccando qui – abbiamo ripercorso gli albori del capoluogo: dalla fondazione, forse per opera dei Galli, fino al periodo d’oro dell’epoca romana durante il quale Tacito ci definì «una città fiorentissima». Nel secondo episodio ci siamo, invece, addentrati durante il periodo medioevale: dalla costruzione della basilica di Sant’Andrea, passando per il Dugentesco e l’istituzione dell’Università nel 1228. Oggi facciamo un passo in avanti e ci dedichiamo alla leggenda della Torre dell’Angelo.

Vercelli: la leggenda della Torre dell’Angelo

Situata in piazza Cavour, la sua struttura ha un’origine antica. Si pensa infatti che le murature affioranti dal terreno e i sotterranei siano romanici. La Torre ha una base quadrata sulla quale è stata costruita una parte risalente al tardo gotico. A quanto si apprende, gli elementi architettonici rimanenti risalgono alla fine del XIV secolo e all’inizio del XV. La sopraelevazione, cioè l’aspetto che noi possiamo ammirare oggi, dotata di ampie finestre e merlature, risale alla metà dell’Ottocento. Il monumento è presente anche nell’incisione del Theatrum Sabaudiae (XVII secolo) che raffigura l’intera città a volo d’uccello. In questa stampa la Torre è riprodotta con un tetto sormontato da una sfera.

Correva l’anno 543 dopo Cristo…

La leggenda vuole che la Torre dell’Angelo prenda il nome da un miracolo. Ci sono diverse storie. La prima. Un angelo sarebbe intervenuto per salvare una persona che stava precipitando dalla costruzione dopo esservi salito. Per altri l’intervento è stato di San Mauro sempre di un uomo precipitato dalla Torre nel 543. Altre leggende raccontano che fu la Torre vittima diretta, ad essere salvata dall’angelo: si racconta che la costruzione, non consolidata, stava crollando quando un angelo la salvò dalla rovina.

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