Vercelli Immobiliare: quanto mi costi, pazzesco! Con una certa (e irritante) frequenza è la frase che molte persone pronunciano dopo aver scoperto il compenso dell’agenzia immobiliare. La prima domanda (quasi) sempre non riguarda l’immobile che stanno cercando oppure vogliono vendere. È relativa al compenso dell’agente immobiliare: “Quanto mi costi?”.
Vercelli Immobiliare: quanto mi costi, pazzesco!
Molti clienti sono terrorizzati da quanto dovranno pagare una volta che l’operazione sarà andata a buon fine. Dopo 27 anni di carriera mi permetto di sottolineare come sia più giusto chiedere: “Cosa può fare per me? Quali servizi mi offre?”. Seguendo le leggi del mercato, d’altronde, ci sarà sempre chi chiederà un compenso minore. Attenzione, però. Dietro a una minor spesa c’è (quasi) sempre un ventaglio più piccole di offerte. Possiamo mutuare questa situazione in un altro aspetto della vita quotidiana. Io ho tre figli. Per loro scelgo un’istruzione scolastica che si basa sulla preparazione degli insegnanti e sulla retta mensile. D’altronde se la retta è ‘economica’ vuol dire che la scuola offre meno. Se la retta è ‘calibrata’, significa che sono certo di poter dare loro un’istruzione di livello che li renda competitivi, un domani, nel mondo del lavoro.
Esci dall’incubo del “qual è la tua provvigione?”
La domanda corretta che devi porre al tuo agente immobiliare sono due: “Perché dovrei scegliere proprio te? Quali saranno i vantaggi che otterrò grazie al tuo lavoro?”. Ogni operazione immobiliare deve infatti avere un ritorno economico, non un risparmio. Come ho scritto nel mio primo libro “Le case si vendono come il pane” – puoi acquistarlo cliccando qui – fra i principali compiti della nostra professione ci sono: capire quali sono le necessità dei clienti; individuare la fattibilità di tali richieste; supportare quest’opera di fattibilità adoperandosi a preparare l’utente all’acquisto e fornendo lui indicazioni necessarie; supportare il venditore per ottenere, nel più breve tempo possibile, le migliori condizioni di mercato possibile.
Il compenso è pattizio
Lo sapevi che le tariffe vengono fissate e saranno poi accettate (o meno) nella trattativa? Esiste un organo di controllo che vigila sulla nostra categoria alla Camera di Commercio la quale potrà determinare, in caso di mancato accordo, un compenso sulla base che, solitamente, si attesta sul 3% del valore dell’operazione. Il compenso definito dalla Camera di Commercio, a mio avviso, non sarà mai equo. Perché? Perché non tiene conto del patrimonio intellettuale – sì, quello che permette di soddisfare alcuni dei compiti che ti ho elencato prima – che potrà essere ai massimi o ai minimi livelli di competenza.
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